Sono stanco. molto stanco, di subire quelle vessazioni sotto forma di informazioni tossiche che da molti anni dimostro tali ma, al netto di qualche condanna che ho positivamente raggiunto contro gli autori dei reati ai miei danni con i colori di istituto, il cosiddetto seguito di competenza necessita dei tempi lunghi di giustizia e purtroppo nel nostro strano Paese sono spesso compatibili con la prescrizione.
Dico questo senza vittimismo ma per offrire quel confronto umano che, di fatto, è alla base del mio Blog sin dal 2007 oltre i fatti giudiziari specifici e le riflessioni in generale, ovvero quel “restare umani” che invito sempre a rispettare proprio perchè ben conosco le dinamiche della deumanizzazione, sia in guerra che in pace.
Tutti si riempiono la bocca di “verità sulle stragi”, tutti appaiono essere pronti a scendere nelle piazze con i propri simboli di giustizia associati ad un selfie col personaggio simbolo da pubblicare sui social, fino alla politica delle commissioni che ormai sembra essere diventata quella delle commistioni e tutto il corollario giudiziario tra procure conflittuali, inquirenti ed investigatori tra i quali alcuni uterini (nel senso greco del termine).
Poi ci sono i giornalisti d’inchiesta che sembrano aver assunto quel ruolo di supplenza di una giustizia lenta e talvolta inquinata, i quali fanno il loro mestiere di cani da guardia del potere ma, in alcune occasioni, rischiano di mordere l’osso sbagliato come è avvenuto con me nelle ultime “rivelazioni” ancora in circolo tra video e social non senza conseguenze negative, ma voglio estrarre il meglio ed il positivo da un taglia e incolla strumentale alla autoreferenzialità delle voci gravi ed evidenziare il contenuto di quella intervista oltre i titoli civetta.
Infine vi sono gli italiani, popolo abituato alla questa del favore dal potente di turno, alla richiesta della raccomandazione per vincere il concorso, all’arrufianamento verso l’opportunità del momento; popolo il quale scende in piazza facendo finta di lottare per poi restare dietro la finestra a guardare chi, veramente, si espone.
Cerchiamo le verità nel posto sbagliato, perchè la verità sulle stragi è morta con le sue vittime ed è del tutto inutile “fare i becchini del presunto vero”.
Possiamo ancora far emergere quelle responsabilità politiche e di Stato che hanno contribuito a porre in essere quelle terribili stragi, al netto dei telecomandi apocrifi, per comprendere finalmente in che razza di mani siamo sin dal 1994 indipendentemente dai governi che si sono succeduti.
Se, realmente vogliamo la verità sulle stragi oltre il difficile lavoro delle procure procedenti, dobbiamo necessariamente agire sulla politica, sul mercatino dei segreti, ripercorrendo ogni singola carriera, ogni singola promozione, ogni singola azione di coloro direttamente coinvolti a vario titolo nel periodo 1985-1995 ed evidenziare ogni punto di criticità tale da proporre un confronto sul vantaggio ottenuto, fosse anche allargando le braccia, girandosi dall’altra parte o più semplicemente adattandosi agli andazzi.
Perchè è in tutto questo che si celano le verità sulle stragi, niente di particolarmente complottistico se, non, la debolezza di un Paese e dei suoi cittadini i quali non hanno mai capito di essere quello Stato il cui governo è delegato alla politica.
Non ho una particolare intelligenza ne una esperienza tecnica profonda, solo il vissuto in un perimetro particolare in cui la mia intelligenza e la mia esperienza hanno fatto la differenza ma, sia ben chiaro, quel che ho scoperto io è ed era alla portata di tutti. Basta solo porre e porsi in discussione ma, per farlo, occorre superare l’autoreferenzialità, la difesa del proprio ufficio, il mercatino dei vantaggi, i fregi e gli alamari, le bandiere di partito ma, soprattutto, occorre accettare di essere poveri perchè per restare liberi ed onesti in questo nostro martoriato Paese, è indispensabile non accettare nulla oltre il dovuto.
Me ne torno a condurre la mia vita con l’umiltà di sempre, non ho accettato nemmeno i vantaggi di questi ultime esposizioni mediatiche tra proposte di interviste, libri e “gettoni” vari da parte di chi ha compreso che Fanpage Confidential in quella puntata ha perduto una occasione valida trasformandola in una sorta di clippaggio ad glandis e desidera riprendere il discorso con la propria testata, radio o canale; naturalmente non escludo di collaborare in tal senso ma, alla fin dei conti, questo Blog è già abbastanza.
Se volete veramente la verità sulle stragi non occorre il circo dei girotondi di protesta ma solo quella semplice volontà di pretendere dalla politica la messa in discussione di un percorso evolutivo del potere dal 1994, individuando i registi di un inserimento nei gangli dello Stato sia di gentaccia esterna che la valutazione della carriera di quelli che, forse, anche io ho conosciuto da tenentini e che oggi sono grandi generali.
Siamo noi la peggior cassaforte dei segreti che diciamo di cercare, perchè non abbiamo la forza di affrontare la realtà del sistema Italia, il quale non nasce dalla politica marpiona, ma da tutti noi.
Volete la verità?
Chiedete alla politica di sollevare i segreti e di aprire le segreterie speciali dei ministeri dal 1985 al 1995, poi però occorre il coraggio di mandare a casa tutti quelli che hanno acquisito forza e potere sul potere dei segreti, anche chi ha fatto vincere il concorso a vostro figlio, anche chi vi ha fatto avere il finanziamento per un progetto di carta, anche chi inseguite con la lingua al culo per qualche raccomandazione o favore da chiedere.
F.

