Nella mia storia si evidenzia nel corso di alcuni decenni una strategia che ha sempre reiterato gli stessi metodi e la stessa tecnica, ottenendo purtroppo quei risultati che mi hanno visto impegnare molte risorse per dimostrare false le accuse patite, falsati alcuni documenti di polizia o costruite a tavolino le motivazioni per quelle perquisizioni chirurgiche utili a sequestrare (per poi in parte perdere) documenti di interesse per altre procure e, tutto questo, in orari ministeriali.
Non ho ottenuto una vera e propria Giustizia come speravo ma almeno ho fatto riconoscere un metodo ancora oggi sfruttato, perchè contiene molta psicologia sociale nei suoi meccanismi ed incontra sostanzialmente quella “fame di popolo del male altrui” in cui nascondere le proprie frustrazioni, le proprie angosce ed in alcuni casi anche la propria coscienza sporca.
Si inizia con la Reputazione, ovvero si usa la tecnica del contrario laddove per esempio un soggetto in servizio in qualche reparto elitario è noto per la sua fama tra le donne e diventa per “voci di mascariamento” un presunto omosessuale. Oppure si adotta l’accusa chirurgica in campo professionale, ove per esempio un educatore di minori diventa un presunto abusante di minori, senza parte offesa ma a causa di una confidenziale telefonata anonima la quale attiva l’atto dovuto; a questo segue tutto il teatrino delle giornalate e della illecita diffusione delle notizie di polizia anche in favore del “popolo” ove, quest’ultimo, attiverà quel tam tam del “dice che” che rinforzerà la cultura del sospetto ed un pregiudizio sociale nel corso degli anni che non si cancellerà nemmeno di fronte alla dimostrazione della più totale innocenza.
Quanto sopra attiva le complicanze in materia di Lavoro, sia per l’isolamento che si sviluppa dall’essere “chiaccherati” nel proprio ambiente lavorativo che dalla sospensione dei requisiti professionali nel caso di una falsa accusa chirurgica, oppure in forza del pregiudizio sociale che riduce l’eventuale bacino della clientela e dell’utenza.
Infine si giunge al Patrimonio, perchè la Reputazione ed il Lavoro così danneggiati riducono la possibilità di un flusso di entrate e, se, poi, alle false accuse fanno seguito dei sequestri dei beni o dei conti o interdizioni cautelari di vario tipo, ci si ritrova a contrare gli spiccioli ed alla scelta se restare onesti con il frigo vuoto o darsi alla criminalità come forma di rivalsa contro le ingiustizie patite.
Dobbiamo riflettere sulla facilità di attivare una falsa accusa anche in assenza di una fisica parte offesa, pur con ipotesi di reato gravissime, da parte di chi può abusare sia delle risorse del proprio ufficio o dei colori di istituto che di qualche confidente prezzolato pronto a fare favori personali.
Perchè è lungo il tempo che trascorre da quando la si riceve, la falsa accusa, a quando la si dimostra tale. Un tempo dal valore estorsivo e distruttivo per la vita di ogni persona e soprattutto per chi ha assunto un ruolo di denunciante o testimone nei casi giudiziari che vedono a vario titolo “lo Stato” nelle sue amministrazioni militari di polizia o di intelligence come controparte.
La tecnica RLP viene chiosata con il timbro della “psicolabilità” o della “malattia mentale” e, a quel punto, vi è il serio rischio di ritrovarsi in un girotondo con le proprie frustrazioni se non si hanno le risorse della tolleranza.
Ma, più grave a mio avviso, è il monitoraggio agito nei confronti di un testimone in faccende particolarmente complesse, come detto riferibili agli ambienti dello Stato, perchè si evidenzia una coincidente cronologia tra la chiamata a testimoniare ed il giungere di una falsa accusa, oppure il divulgarsi di notizie falsate nei circuiti informativi interni oltre a quelle date in pasto alla opinione pubblica con il realtivo rinforzo del pregiudizio sociale.
Su tutto questo aleggia come una vela pubblicitaria trasportata dai piper degli anni ’70 ed ’80, il messaggio che recita “possiamo fare di te e della tua vita quel che vogliamo”…
F.P.

