Il nostro è quello strano Paese nel quale il lavoro dei giornalisti d’inchiesta, dei ricercatori, degli scrittori, degli youtubers e dei bloggers si trasforma in una importantissima occasione per sensibilizzare la ricerca di quelle verità sommerse ma, in alcuni casi, diventa anche una opportunità di guadagno oltre la professione che si basa proprio sul sommerso da sensibilizzare in favore della collettività e, in tutto questo, occorre equilibrio.
Ho scelto di scrivere il Blog nel 2007, dopo che il mio nome apparse su alcuni giornali e telegiornali nazionali perchè non ho voluto restare solo un oggetto di notizia ma, anche, essere un soggetto d‘informazioni. Ovvero una persona in grado di proporre un confronto diretto agli interessati, senza imporlo, tramite un mero Blog appunto.
In questi circa 20 anni ormai, sono stato contattato da vari giornalisti, tra coloro alle prime armi e quelli famosi, da scrittori e registi affermati, dai parenti delle vittime perite nelle vicende giudiziarie e da più autorità giudiziarie tra quelle ordinarie e quelle antimafia ed antiterrorismo, scegliendo sempre di restare un mero blogger senza accettare le proposte di scrivere dei libri e di far un docufilm sulla mia vita pervenute anche da soggetti di spessore e valutando di volta in volta la mia partecipazione ai vari circuiti informativi, tra interviste giornalistiche e canali on line.
Questo perchè ho sempre creduto di essere solo uno scrivente e di proporre appunto la mia esperienza, non una dirimente verità, bensì solo un annoso percorso eventualmente utile a comprenderne il significato in termini di corretto seguito degli eventi nel loro progressivo accadere cronologico, senza decontestualizzarli per poi ricontestualizzarli in modo strumentale.
Sono e resto infatti un cretinotto qualsiasi che non ha mai accettato nessun vantaggio o guadango in questo senso, in forza di quella indipendenza che mi ha sempre caratterizzato anche valutando le varie proposte che ho ricevuto e ricevo di volta in volta. Ove per indipendenza intendo soprattutto l’assunzione delle mie responsabilità sotto tutti i profili, compreso quelle di legge, per ciò che scrivo, pubblico e dico in ogni sede senza mai nascondermi dietro qualcuno o qualcosa.
Ho scelto di parlare con tutti, senza filtro ideologico o professionale, ovvero rispondo al comunista come al fascista, al giornalista famoso come allo youtuber complottista, al familiare delle vittime come al magistrato che diventa scrittore; vige solo la differenza del confronto nelle sue articolazioni sugli argomenti ma, non, la mia “supponenza” che ho sempre cercato di ridurre laddove eventualmente presente.
Ho scelto di non giudicare il lavoro altrui ma, al massimo, arrogarmi la scelta personale di restar fuori dal classico circuito “del teatrino dell’ultima verità” che caratterizza purtroppo il sistema Giustizia del nostro strano Paese e che alimenta, a dire il vero, lo stesso lecito commercio delle pubblicazioni e dei canali che sostengono il lavoro di chi ha il titolo per farlo, oppure di chi si trasforma in scrittore o youtuber in materia di misteri e magari fino al giorno prima ha venduto polizze assicurative porta a porta.
Io stesso ho sempre fatto molta attenzione a non trasformarmi in qualcosa di simile, quando per esempio in questi 20 anni ho gestito le pubblicazioni sia del Blog che del canale youtube proprio per evitare di diventare una sorta di “spubblicatore” dell’ultima presunta ipotesi di verità, sospendendo periodicamente il mio lavoro in tal senso. Questo da un lato è stato utile a non diventare un bruscolinaro nel teatrino delle verità presunte ma, dall’altro lato, chiaramente ne ha ridotto il valore “pubblicitario” laddove avesse potuto essere una risorsa professionale che, debbo dire, ho valutato più volte proprio per il consenso ed il seguito ricevuto.
Viviamo infatti in una epoca ove il consenso ed il seguito dei cosiddetti followers muta le coscienze e la qualità delle persone, specialmente in chi dovrebbe per coscienza personale e qualità professionale donare molta attenzione al rischio del vincolo del consenso ma ben coprendo che, in fondo, anche un magistrato in pensione per esempio ha tutto il diritto di partecipare alle youtubazioni di una inchiesta difficile con il paradosso che, così facendo, ottiene più collaborazioni da parte di potenziali testimoni ora diventati followers di quando era invece in servizio e convocava le persone da sentire a sommarie informazioni.
Questa è la modernità del flusso delle informazioni, in cui mi scopro vecchio a dire il vero, motivo per il quale cerco di stare molto attento alle mie scelte.
Rimango un cretinotto qualsiasi che scrive un Blog e di tanto in tanto pubblica dei video, basati sulla mia esperienza e sulla analisi dei fatti che ho vissuto o che ho perimetrato in prima persona, cercando di restare mè stesso senza cadere nella maschera del consenso in quel teatrino della ricerca della verità nel quale si confondono i protagonisti con le comparse in base, proprio, alla misura del seguito e del consenso.
In buona sostanza, mi sforzo nel ricordare sempre che quando parliamo di stragi parliamo di morti e, alle vittime ed alle loro famiglie, deve andare il mio ed il nostro pensiero prima di gratificarci per l’eventuale lavoro svolto o per il risultato ottenuto; anche per quel valore sociale che sia le testimonianze che le indagini condotte in ogni loro forma ed espressione rappresentano.
Chi mi segue da tanti anni ha compreso che questo mio rimbalzare tra l’essere on line e scomparire dai radar è una scelta in base alla utilizzazione del mio nome che tale si concretizza anche in buona fede, laddove nel mare magnum della rete ognuno, alla fine, se la racconta come vuole ed in modo utile a soddisfare il seguito del consenso.
In questi ultimi mesi il mio nome, o quantomeno la chiara identificazione della mia persona, rimbalza in più pubblicazioni che correttamente gli autori fanno in ragione del proprio lavoro e, per evitare quanto già patito in passato, riprendo a pubblicare le mie riflessioni e le mie esperienze cercando di offrire un confronto da parte di chi, come me in fondo, Fabio Piselli lo conosce da sempre…
Fabio Piselli
