C’è una forma di effrazione traumatica nella vita di un giovane che può sviluppare serie conseguenze sotto vari profili, psicologici, emotivi, relazionali, professionali e sociali.
Parlo del “trauma delle sbarre innocenti” ovvero della prigionia in un carcere in custodia cautelare, senza aver nemmeno subito ancora un qualche processo, da incensurato e soprattutto da soggetto in evoluzione.
Sei punito con la privazione della libertà sulla base di una accusa che non ha mai subito una valutazione probatoria, giustificando il mandato di cattura con la supponente presunzione che tu possa fuggire o inquinare le prove, a 19 anni.
Una vera e propria scommessa che, in ogni caso, la perde sempre chi osserva la sua vita nella misura ristretta di una gabbia con una finestra e la porta sbarrata, quindi la blindata e le giornate che si trasformano in un tempo dilatato scandito solo dalle parole “superiore, domandina”.
Il trauma delle sbarre innocenti non lo superi con il solo tornare “in” libertà e, non necessariamente, “alla” libertà.
Non lo elabori fino a quando la tua innocenza riprenderà quel valore morale e sociale che merita, che è cosa ben diversa dalla reputazione o dal classico infischiarsi di quel che la gente possa pensare.
Perchè il trauma delle sbarre innocenti diventa il tuo primo carceriere, si trasforma nell’obbligo di avere sempre a disposizione una sorta di alibi, per il timore di non farsi trovare pronto alla prossima falsa accusa.
Ti senti sporco anche se sai di non aver fatto nulla e questo non dipende solo dalle notizie di polizia o dalla fedina, ma dallo sporco della prigionia stessa durante la quale perdi la tua capacità di riconoscere anche i tuoi stessi spazi.
Puoi, come nel mio caso, ottenere, dopo l’esperienza carceraria, anche degli incarichi fiduciari da parte di qualche amministrazione dello Stato ma, a dire il vero, sei sempre quello “speciale” perchè vi sarà chi si chiederà le ragioni dei requisiti così “eccezionali” per aver superato dei filtri invece per altri ostativi e, in ogni caso, dovrai lavorare il doppio per dimostrare di meritarteli.
Il trauma delle sbarre innocenti rappresenta quel valore estorsivo che ogni falsa accusa contiene.
Dimostrare la tua innocenza non significa riabilitarsi socialmente, in realtà cambia poco, rappresenta invece far pace con quel ragazzino fatto prigioniero soprattutto dopo essere tornano “in” libertà.
Significa non solo sapere di essere innocente ma anche sentirsi tale e, invece, il solo fatto di aver subito una prigionia, ti rende il colpevole di aver permesso a te stesso di subire quella vergogna.
Assumi un vero e proprio trauma in prestito con il quale devi imparare a convivere, perchè devi di nuovo imparare a volerti bene e a dirti che ti meriti di essere amato.
Questo è il trauma delle sbarre innocenti, sei in libertà ma non riconosci più le emozioni della libertà come erano prima, spontanea, spensierate, libere.
Il trauma delle sbarre innocenti è un vero e proprio stupro morale, con il quale puoi convivere e portare avanti la tua vita, sposarti, crescere dei figli ma, quel puzzo di carcere lo hai sempre addosso, come l’odore ed il respiro di uno strupratore…
Fabio Piselli.
