Due parole sul centro Scorpione di Trapani oltre la Gladio…

By | Luglio 7, 2026

Qualche giorno fa sono stato interrogato dalla Procura di Caltanisetta da parte dei PP.MM. coadiuvati da un colonnello dei ROS che procedono le inchieste sulle stragi siciliane del 1992 e, come persona informata sui fatti, sono vincolato al segreto investigativo per cui non parlerò di notizie riguardanti l’indagine stessa, riferendomi solo e sommariamente a quanto in passato ebbi già a dire, pubblicare o scrivere.

Dissi infatti, alcuni anni or sono, che sarebbe stato interessante superare la sola osservazione del centro Scorpione, noto come tale ai più, nella sola ottica della Gladio ma di allargare il cono al supporto donato all’alto commissariato antimafia.

In questo modo sarà possibile non solo comprendere la confusione evidenziata da Vincenzo Li Causi nella sua funzione di “facente funzioni” di segretario del centro ma, anche, dell’inserimento in ambiente antimafia di soggetti da un lato protesi a supportarne le giuste attività e, dall’altro, capaci di captare ogni eventuale indice investigativo considerato potenzialmente nocivo per degli interessi diversi da quelli di istituto.

Oltre a quanto sopra si potrà meglio definire la presenza di quei soggetti formalmente estranei ai Servizi presenti in Trapani, i quali hanno assunto ora il ruolo del collaboratore esterno del Sismi ora quello di collaboratore a gettone in favore, e su incarico, dei soli referenti del Sismi in Trapani ed in Sicilia in generale.

Persistere a razionalizzare il ruolo di Gladio in Sicilia consente al massimo di raggiungere qualche noto sottomarino russo che gravitava nel mediterraneo, oppure qualche teoria del complotto tale da intrappolare coloro che la seguono tra eventi reali e sospetti complottardistici mentre, a mio umile avviso, è proprio il panorama dell’antimafia che potrebbe illuminare sulle reali ragioni di attivare un CAS in Sicilia in quel preciso periodo storico, dopo (e durante) il maxiprocesso tra il 1986 e l’87 per non contare il ’92 come sentenza della Cassazione.

Altro non posso approfondire ma lascio ai lettori il confronto di una analisi che forse ha meno mistero e minori complotti, ma indirizza verso qualcosa di più razionale e concreto…

F.

10 thoughts on “Due parole sul centro Scorpione di Trapani oltre la Gladio…”

  1. Andrea Catalano

    Domanda: Bruno Contrada era notoriamente in contatto con il centro Scorpione?

    1. Fabio Piselli Post author

      prendi la mia risposta come una opinione, credo che certamente Contrada avesse modo ed opportunità di interfacciarsi con l’area di responsabilità del centro Scorpione, non so in che misura o persona, ma ritengo che avesse una piena contezza dei luoghi e delle situazioni

      1. Andrea Catalano

        Se era in contatto, questo potrebbe rafforzare l’idea che il centro Scorpione avesse ruoli di “monitoraggio”?
        L’altra cosa che mi viene in mente è il caso Rostagno (1988) : possibile che tale omicidio si innesti nel quadro? E se sì come secondo te?

        1. Fabio Piselli Post author

          Credo che rientrasse nelle competente del Sisde o comunque delle intelligence di polizia, digos et al, il rilevamento di presenze riservate sul territorio con le relative relazioni tra i vertici, erano in ogni caso soggetti istituzionali. Diverso è l’uso in proiezione di antimafia di alcuni operatori e collaboratori del CAS 7 la cui rapportazione avrebbe potuto essere anche di interesse di qualche monitor. Rostagno era una persona empatica ed in simbiosi con il territorio, dal quale ha ricevuto delle notizie da qualche percettore di informazioni utili per il suo lavoro, che lo ha portato purtroppo alla morte.

  2. Andrea Catalano

    In riferimento ai fatti dal 1987 al 1992-94 (quindi Uno Bianca, banda Bechis in particolare), ci sono alcuni fatti interessanti e mi chiedevo se hai riscontri. Uno è se esista prova di contatti tra Damiano Bechis e Domenico Macauda. Poi Paolo Steriti disse al processo Uno Bianca (nel contesto del duplice omicidio di Stasi ed Erriu nel 1988) che nell’ottobre o novembre di quell’anno vennero fermati “3 (ex)carabinieri all’uscita autostradale di Foggia con a bordo pistole e fucili”. E questo lo Steriti lo collega specificamente alla strage nella caserma di Bagnara di Romagna nel novembre 1988. Non sono in grado di confermare o confutare quanto detto da Steriti, ma forse tu hai ulteriori elementi in merito per tracciare un potenziale collegamento. A partire dal minuto 31:00:
    https://www.youtube.com/watch?v=MK-psawZkWA
    http://antonella.beccaria.org/2006/08/27/centoundici-colpi-la-storia-di-bagnara-di-romagna/

    1. Fabio Piselli Post author

      siamo sempre sul campo delle ipotesi tra i vari contatti, non da escludere, magari per meri incontri tra i carabinieri in servizio a Bologna e chi di Bologna era al Tuscania come Bechis…Steriti ha avuto notizie valide, coltivate male e triangolate peggio ma quel riferimento agli ex carabinieri è verosimile…più probabile incontri bolognesi presso armerie e luoghi di tiro dinamico in quel periodo ancora embrionale e quasi eslcusivo per reparti operativi di elevata qualità, ove Bechis poteva vantare tecniche da mostrare nel circuito extracaserme

  3. Luigi

    Ma secondo te, è possibile che dal centro scorpione partissero aerei dediti al traffico di armi e di scorie radioattive, e secondo te agivano sotto pieno controllo dello stato italiano o di una parte infedele?

    1. Fabio Piselli Post author

      tecnicamente da trapani poteva esserci la possibilità di trasporti del genere ma non ho modo di potermi esprimere in un senso o nell’altro…si rimane nel campo delle ipotesi e. ipoteticamente, un trasporto di armi più che di rifiuti, è certamente una opera di politica estera clandestina non ignota alla politica

  4. Leonardo Cristofaro

    Ciao Fab
    Avevo letto, o forse solo immaginato, che ci fosse modo per sostenere il Tuo blog. L’ho immaginato? Mi dici, se non l’ho immaginato, come fare a sostenerlo?

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