Vivo il paradosso di essere indicato nei vari articoli di stampa e nel web come un “fascista” addirittura vicino agli ambienti eversivi e non lontano dai complotti americani quando, per i fascisti, sono invece una zecca comunista, mentre per qualche ex collega sono un infame traditore della Folgore.
Insomma faccio felici tutti coloro che necessitano di un nemico e debbo dire che questa dicotomia ormai mi accompagna da molti anni, ma potrebbe essere interpretata come il prezzo da pagare per la propria indipendenza dalle correnti e dagli schieramenti in questo nostro strano Paese.
Vero è che in gioventu, quando ero in uniforme, ho abbracciato la destra come indirizzo politico ma nella mia evoluzione ho sempre saputo attivare quel pensiero critico che mi ha consentito di non far prevalere l’ideologia sull’intelligenza, motivo per cui ho sempre scelto di restare lontano dal flusso del consenso e dell’appartenenza.
Oggi, dopo 41 anni di lotta, posso politicamente definirmi come un pacifico ed innocuo “insiemista surrezionale” ovvero un umanista che crede nella persona umana la quale, come singolo individuo, sceglie di formare un insieme con altri individui in grado di pensare con la propria capoccia e, non, quella massa di consenso assemblata insieme da una sloganista inimicante che anche l’attuale politica adotta in nome di quella denigrazione e delegittimazione dell’avversario come, del resto, anche la controparte non sembra rinunciarvi.
Quando osservo la cosiddetta destra al potere in realtà evidenzio delle dinamiche comuni della politica sin dal 1994, sia nella personalizzazione dei vari leaders che nella de-personalizzazione degli avversari e, proprio questo, sfama quel popolo mordace che necessita sempre di un nemico su cui proiettare le proprie angosce ed il Vannacci all’orizzonte con la sua soffice selezione delle etnie e degli indirizzi sessuali, sembra mediare la paura delle persone di scoprisi razzisti o, forse, solo stanchi di quanto affrontano ogni giorno nelle nostre città.
Cosa meglio dell’ardimento per rinforzare la truppa dei votanti, tra ex comunisti diventati destromani e leghisti perduti nella verde selva salviniana. Ardimento già presente con i “presente” tra saluti al duce nei ritrovi evocativi e un latente plotone di arditi in politica che non vedono l’ora di mettere tutti sugli attenti.
Ma tra un colpo di cannone ed una pugnalata alle spalle, l’Italia degli scandali alla fine manifesta se stessa, tra presunti threesome dell’ex ragazzo della Meloni alle escursioni uruguaiane di Nordio il quale, a mia memoria come CTP che ha operato anche a Venezia, era già noto tra le avvocatesse locali per la sua propensione all’apprezzamento delle belle donne e, in fondo, poco male se non fosse per la presunta passione dei ranch sudamericani in cui, una igienista dentale già nota alle cronache, sembra persistere nella prestazioni di consulenze in materia di coordinamento buccomotorio.
Ma bando a tutto questo, serriamo i ranghi e tutti con il “destr riga” di casermiana memoria di fronte alle scelte del governo tra gli USA alla pugna e qualche italiano alle pugnette.
Come ho previsto sin da quando Vannacci è atterrato in campo, attendo solo che tra non molto diventi prima ministro della Difesa poi presidente del Consiglio e, in quel momento, correrò a cercare il mio vecchio basco da paracadutista per passare i posti di blocco contro gli “insiemisti surrezionali”…
F.

