Rispondo con questo articolo a coloro che mi contattano dopo aver ascoltato i contenuti dagli estratti della trasmissione in diretta denominata Confidential fanpage, laddove si parla del trasporto di esplosivi e del mio timore che, questo, possa aver contribuito alle stragi.
Partiamo da un punto preso dal quale sviluppare ogni successivo confronto. L’esplosivo al quale ho fatto accenno sin dalle mie testimonianze avanti le procedenti autorità antimafia già moltissimi anni fa, non è lo stesso utilizzato negli attentati del ’92 o del ’93. Se così fosse stato sarei già da tanto tempo al 41bis.
Partiamo dal fatto che ho sempre servito il mio Paese, sia in uniforme e non, con onore e fedeltà anche assumendomi delle importanti responsabilità per tutelare le libere istituzioni democratiche che caratterizzano la democratica Repubblica Italiana.
Indipendentemente da come sono stati gestiti i cosiddetti clippaggi originati da Fanpage Confidential e ripresi da Darkside, Antimafiaduemila ed altri siti, è sempre stato effettivamente reale il mio timore che la cooptazione in esercitazioni occulte nel corso delle quali vi era il recupero di sostanze esplosive dal mare, avrebbe potuto nascondere sotto il loro ombrello una operazione attiva e, non, simulata immaginativamente come avviene nelle riproduzioni di scenari utili per quel tipo di esercitazioni, specialmente in una epoca sostanzialmente vicina al periodo delle stragi.
Quanto sopra è la ragione per la quale ho sempre lasciato traccia delle mie cooptazioni in tal senso, poi raccolta dalle AA.AA. che mi hanno chiamato a verbalizzarne i contenuti a tutti gli effetti di legge come persona informa sui fatti; questo almeno dal 1994 e successivamente quando il Procuratore Nazionale Antimafia dispose i colloqui investigativi segreti che hanno dato impulso alle DDA periferiche, ultima delle quali la Procura di Caltanisetta che mi ha escusso sempre come persona informata qualche giorno fa.
Bene precisare che in così tanti anni e dopo essere stato interrogato da molte procure non ho mai riportato nessuna conseguenza sotto il profilo del mendacio testimoniale. Mai sono stato condannato per i tipici reati della falsa testimonianza, della calunnia o del depistaggio.
Parlare di mie “affermazioni” all’interno di un taglia e incolla di colloqui di più ampio respiro è scorretto. Le “affermazioni” sono quelle che io personalmente scrivo, pubblico o esprimo nella loro coerente progressione sia nel fraseggio cronologico che nel significato comunicativo e, non, quanto parzialmente estrapolato ed assemblato da terzi, anche in buona fede.
Confermo quindi ed “affermo” che era reale il mio timore che coloro i quali furono sospettati di aver dato un qualche supporto alle stragi mafiose, ora descritti come sostegno esterno ora come pista nera, presumibilmente interni alle amministrazioni dello Stato ed in grado così di abusare sia degli strumenti che della credibilità del proprio ufficio, abbiano potuto muovere dell’esplosivo utilizzando il cosiddetto ombrello delle esercitazioni stay behind o di altra natura coinvolgendo sia operatori di istituto che soggetti esterni; ove questi ultimi erano del tutto ignari di un ipotetico scenario del genere, se naturalmente non collusi con l’altrettanto ipotetico supporto esterno ai mafiosi presenti.
Un timore che espressi già nel confronto con chi mi chiamò a Trapani, il quale già aveva manifestato le sue riserve su quel tipo di attività che, per quanto compatibili con la sua funzione all’interno di Gladio-stay behind, apparivano in ogni caso fin troppo vicine ai luoghi in cui furono posti in essere degli attentati mancati o riusciti, a partire da quello dell’Addaura per esempio, senza dimenticare quello in danno di Carlo Palermo avvenuto nel 1985 a causa del quale furono uccisi una madre (Barbara Rizzo) con i suoi due figli gemelli (Salvatore e Giuseppe Asta).
Sono molti gli anni perciò durante i quali si affronta questa ipotesi, non emerge solo ed esclusivamente dal confronto con i giornalisti Piccinini e Biazzo sin da quando sono stato da loro contattato e nel corso degli incontri, dei colloqui aperti e della collaborazione che mi hanno proposto per circa un anno, fino alla mia recente partecipazione alla trasmissione in diretta con la direzione di Piccinini e la presenza del dottor Carbone e del dottor Spinosa.
Concludo dicendo che “vestirmi” di mistero per cose già note potrebbe rientrare nelle esigenze di civetta e non ho nulla in contrario laddove così fosse, anche perchè il mio interesse è offrire un confronto quando mi viene chiesto, senza imporlo. Il resto rientra negli agiti e nelle scelte di chi gestisce video e clippaggi vari.
E’ tutto molto più semplice pur nella complicata linea del tempo dei fatti e delle persone, la quale richiede un interesse maggiore di qualche clip per essere meglio compresa e, ritengo di credere, che le clip in questione siano fondamentalmente un modo per attirare l’attenzione verso il loro più articolato lavoro e, non, qualcosa di prodotto “contro” di me; perciò sfatiamo anche questo retropensiero.
Sono e resto un cretinotto qualsiasi che, a quanto pare, è utile descrivere come “mentecatto” o come “mente raffinatissima” in base alle esigenze del momento quando vorrei, in buona sostanza, restare quel Fabio Piselli che emerge anche nei contenuti di questo ormai storico Blog…
F.

