E’ trascorso un anno da quando abbiamo deciso di emigrare in Francia a causa di quelle ingerenze che progressivamente hanno condizionato il nostro sereno vivere sia sotto il profilo sociale che professionale, come dimostrato nelle varie denunce e nei fatti per quanto i tempi tra il subire il danno e dimostrare le proprie ragioni sono certamente lunghi e differenti tra loro.
Un anno in cui i miei 5 figli hanno frequentato le scuole francesi sin dal primo giorno con risultati eccellenti, mentre io e mia moglie Sara siamo consapevoli che ci vorranno ancora dei mesi per entrare nel cosiddetto sistema francese; per questo non ci lamentiamo troppo per essere privi delle tutele sociali e sanitarie laddove abbiamo perduto quelle italiane perchè siamo residenti in Francia e non abbiamo ancora ottenuto quelle francesi appunto e, per questo, da un anno ci paghiamo tutto sotto tutti gli aspetti, dai medici ad ogni altra necessità senza alcuna forma di beneficio di sorta.
Un anno durante il quale non sono mancati i riferimenti alle storiche indagini italiane in cui sono coinvolto come persona informata sui fatti, si veda l’ultima testimonianza resa alla Procura di Caltanisetta sulle stragi del 1992 oltre al tam tam giornalistico che mi ha visto protagonista di alcuni clickbait dei quali avrei fatto volentieri a meno, ma comprendo la necessità di chi vive di abbonamenti e pubblicità, per cui il mio auspicio investe nella intelligenza dei lettori e degli ascoltatori in grado di superare, appunto, il solo titolo civetta.
In Francia abbiamo aperto due differenti imprese autonome tramite le quali eroghiamo i nostri servizi educativi e pedagogici, in attesa di contrattare anche qualche impiego classico da dipendenti, per cui facciamo il lavoro per il quale ci siamo formati pur nei limiti del riconoscimento dei titoli da parte dell’università di Nizza che ne valuta le equipollenze o le eventuali necessarie integrazioni che, da parte mia, vi saranno certamente rispetto alla laurea magistrale di mia moglie.
Viviamo nella Valle del Roya, vicini all’Italia tra la montagna ed il mare, ora in un piccolo villaggio dopo aver abitato in una cittadina più grande ma, come ho detto, le spese sono tante e senza benefici per cui cerchiamo di risparmiare sull’affitto passando dalla casa con giardino al semplice appartamento ed allo stesso tempo permettendo ai figli di frequentare le stesse scuole.
Matilde ha fatto un piccolo miracolo superando pienamente gli esami e dal prossimo settembre si trasferirà a Menton per cinque giorni la settimana ove frequenterà un liceo impegnativo, “miracolo” sul quale scriverò ancora.
Un anno difficile ma pieno di soddisfazioni per quanto concerne proprio i figli, bambini e ragazzi capaci di adattarsi ad un paese e ad una scuola straniera in cui non solo hanno appreso velocemente la lingua ma ne percepiscono le concretezze rispetto alla esperienza italiana, per cui già solo questo ci rende sereni nel vederli crescere più “leggeri” dopo quanto subito in Italia, ove il trauma cranico di Matilde con il conseguente danno assonale ha certamente rappresentato un punto di svolta.
Mentre mi accingo a raggiungere uno dei miei “disabiloni”, ovvero uno di quegli utenti con gravi disabilità intellettive e relazionali, vi saluto ricordando che il Blog è in ristrutturazione per filtrare i tanti articoli per argomento e periodo…
F.