IL PERCHÈ DELLA STRANA SITUAZIONE DELLA FAMIGLIA PISELLI, CITTADINI ITALIANI, CITTADINI EUROPEI, RESIDENTI IN FRANCIA, SENZA DIRITTI NE TUTELE…

By | Luglio 7, 2026

Nell’estate dello scorso anno abbiamo scelto di emigrare in Francia, ove dal 1 settembre del 2025 i nostri figli hanno iniziato le scuole francesi, abbiamo così preso una casa in affitto e siamo diventati residenti in Francia con la regolare, ed obbligatoria, iscrizione all’AIRE presso il consolato italiano di riferimento, perdendo la residenza italiana.

Aver perso la residenza italiana significa aver perso tutti i diritti e le tutele ad essa associati, come l’assistenza sanitaria gratuita, l’assegno unico per 5 figli ed ogni altro eventuale beneficio e, di questo, eravamo pienamente consapevoli sin dalla valutazione dell’emigrazione definitiva, non più solo dei viaggiatori quindi.

Consapevoli soprattutto di doverci pagare le assicurazioni private perchè non abbiamo l’assurance maladie francese, di pagare interamente un caro affitto mensile perchè non abbiamo il sostegno familiare del caf o il corrispettivo dell’assegno unico come tutte le altre famiglie di francesi o di emigrati inseriti nel sistema.

Questo proprio perchè non siamo ancora nel sistema francese, nonostante l’anno trascorso da residenti, le ditte individuali mia e di mia moglie con registrazione e fiscalità francese e le varie istanze inoltrare agli uffici pubblici competenti, rigettate tra una verità burocratica accettabile e qualche lacuna come spesso accade in ogni paese. Motivo per cui periodicamente proviamo a rifare le domande in attesa di una risposta definitiva in un senso o nell’altro.

Ho lavorato come dipendendete per un breve periodo e, questo, dovrebbe facilitare le pratiche burocratiche stesse ma, dopo un anno di sacrifici, certamente iniziamo a sentirne la fatica in ogni senso.

Sia ben chiaro che non abbiamo mai voluto “sfruttare” il sistema francese, forse socialmente meglio strutturato di quello italiano ma, in Italia solo l’assegno unico per 5 figli era un riferimento importante e le ragioni per cui abbiamo rinunciato alla nostra casa ed ai benefici italiani le ho già descritte in altri articoli del Blog, per le quali nulla c’entrano l’aspetto economico o i benefici sociali.

Una decina di giorni fa ho subito un piccolo incidente che ha causato un problema alla cuffia dei rotatori della spalla destra, niente di grave e nulla che non si risolva nei prossimi mesi ma, in realtà, questo evento mi ha messo di fronte alla realtà del problema quando, privo di assistenza sanitaria italiana, ove la tessera TEAM europea non conta nulla senza residenza italiana e privo altresì della Carte Vitale francese perchè non abbiamo ancora quelle equiparazioni appunto, ho dovuto pagare tutto in modo privato.

Ad oggi, fine maggio 2026, nè io nè mia moglie nè i nostri 5 figli possiamo permetterci di ammalarci o farci male oltre i limiti delle coperture delle assicurazioni sanitarie private, perchè non abbiamo nè diritti nè tutele sociali. Non come italiani, non come “francesi” e non come europei, ovvero siamo dei fantasmi che frequentano le scuole, hanno una attività autonoma e risiedono in Francia.

Dopo circa un anno dobbiamo però fare i conti con le spese e rinunciare alla casa attuale per trovarne una a costi minori, oltre ad una serie di economie fino a quando non avremo almeno il numero di sicurezza sociale francese, equivalente al codice fiscale e tessera sanitaria italiana, la quale non conta più nulla sotto questo profilo.

Contrariamente agli stimoli che mi vengono proposti, non ho interesse a fare i confronti con quegli stranieri extraeuropei che sembrano avere quelle tutele che invece noi non abbiamo più, non amo e non ho mai amato queste forme di “politicizzazione del disagio” perchè ognuno ha la sua storia e, differentemente da molti di loro, noi abbiamo sempre la scelta di tornare in Italia e riacquisire i diritti perduti, per quanto al punto in cui siamo sarebbe solo traumatica per i figli, atteso i sacrifici scolastici ed i positivissimi risultati raggiunti, oltre a ritrovarci di fronte alle stesse ragioni per la quale “siamo rifugiati” in Francia.

Come sempre ci assumiamo le responsabilità delle nostre scelte e, come sempre, non le facciamo pesare a nessuno, persistendo nel tentativo di ottenere quanto di diritto e, non i favori, come spesso accade in Italia.

Però ritengo gusto pubblicare questo articolo per donare un confronto sulla realtà della nostra realtà attuale, soprattutto contro il fango delegittimante che qualcuno ha ripreso a spalare divulgando la falsa notizia che “facciamo la bella vita dopo essermi venduto i segreti”…

F.P.