Greta e la cultura adulto-centrica…

17 Marzo 2019 Off Di Fabio Piselli
Greta e la cultura adulto-centrica…

Stiamo commettendo l’errore di adultizzare una ragazzina che desidera impegnarsi.

Una ragazzina che desidera esprimere le sue idee è sempre benvenuta, siano queste condivisibili oppure assurde ma rappresentano un indice importante di una evoluzione, che necessita anche e soprattutto di proiettare oltre la sfera della propria famiglia una identificazione verso un tema, una causa, un gruppo musicale, uno sport, una passione.

Il fatto che possa raccogliere un interesse allargato dipende dal contesto sociale e dalla cultura del territorio in cui vive, più o meno sensibile al tema ed ai mezzi che ha e che sceglie per manifestare la sua causa.

Lasciamo quindi serena questa ragazzina di esprimere quel che ritiene giusto, specialmente ove sensibilizza i bambini ed i ragazzi verso il “gioco della protesta” e verso la tutela del clima.

Sbagliano gli adulti che l’hanno elevata al ruolo oggettuale di bandiera di una causa e sbagliano gli adulti che denigrano la persona e la personalità e delegittimano le sue scelte.

Noi adulti dovremmo crescere in realtà, staccarci da quella cultura adulto-centrica che trasforma tutto a nostra misura perchè siamo incapaci di superare i nostri limiti e, per questo, adottiamo sempre la misura del supponente giudizio per iper-valutare o denigrare colui o colei che sembra ora supportare una causa ora avversarla.

Greta è una ragazzina che ha scelto di agire nel modo in cui ora è stato reso ampliamente pubblico e personalmente mi limito ad apprezzare una adolescente che si impegna indipendentemente dal suo aspetto, dal suo quadro clinico o se mi suscita qualche simpatia.

Dovremmo chiederci, noi adulti, quanto seguito avrebbe invece raccolto se la sua protesta l’avesse condotta in minigonna a quadretti e con un seno in balcone, veicolando le sue parole con posture ammiccanti.

Questo è il nostro problema, siamo ancora troppo immaturi per superare i nostri schemi mentali…

F.P.