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l’isolamento e la perdita della cronologia della normalità…

La solitudine è una scelta che si agisce in modo autonomo, l'isolamento invece lo si subisce e per quanto sereni nella propria solitudine rimane forte la sofferenza dell'isolamento altrui, perché innesca il terribile meccanismo del senso di colpa, specialmente quando vi sono coinvolti dei figli ancora molto piccoli.

La paura è il potente motore che spinge le persone sempre più in là, anche restando ferme, perché impedisce il solo iniziare una relazione, un confronto.

Siamo ormai abituati alla distanza, alla presa di distanza da parte di chi in un modo o nell'altro legge di noi e della nostra storia, talvolta in modo sereno altre volte incompleto, a tal punto da confondere la vittima col persecutore e questo rappresenta esattamente il meccanismo che desideriamo interrompere proprio per stigmatizzare i ruoli e superare il senso di colpa verso i nostri tre figli.

Il riconoscimento del ruolo di vittima di un evento è cosa ben diversa dal vittimismo, serve a prevenire l'attivazione delle dinamiche de la persecuzione della vittima e della vittimizzazione del persecutore, purtroppo molto comuni nel nostro paese a causa della complessità degli eventi, a causa dei lunghissimi tempi di giustizia sia per i testimoni che per le persone offese ed in forza di una mentalità emotivamente omertosa che impedisce il superamento dell'egoistica paura grazie al coraggio delle emozioni, invece represse nei confini della presa di distanza anche sotto forma di mancata relazione. (altro…)